Lo curano per una gastrite, muore d’infarto al Pronto soccorso

Lo curano per una gastrite, muore d’infarto al pronto soccorso

29 giugno 2015 La famiglia denuncia i medici e chiede 800mila euro di danni di Grazia Buscaglia

Rimini, 29 giugno 2015 - E’ entrato in ospedale per un  mal di stomaco. Ma dopo una decina di ore è morto sulla barella del pronto soccorso dell’ospedale Infermi. Adesso la famiglia, non solo vuole vederci chiaro su quel decesso improvviso, ma chiede soprattutto giustizia. E lo fa tramite l’avvocato Cristian Brighi, alla quale si è affidato per sporgere denuncia contro l’Ausl e contro i mediciche hanno curato il paziente.

Era lo scorso febbraio quando un riminese di 70 anni si presenta, verso le 6 del mattino, al pronto soccorso dell’«Infermi». Da qualche giorno, stando alla ricostruzione fatta dal legale della famiglia, il pensionato, vedovo e con due figli, lamenta dolori di stomaco. Ai medici che lo visitano racconta di aver mangiato un piatto di spaghetti alla carbonara ed un’arancia e poi di aver iniziato ad averi dolori sempre più lancinanti, con veri e propri attacchi di vomito.

“non si preoccupi di nulla”, viene rassicurato. Iniziano i controlli di routine: l’uomo non è cardiopatico, soffre solo dei classici disturbi dell’età, ma niente di rilevante. Le condizioni del settantenne, nonostante la permanenza in pronto soccorso, non migliorano. Gli attacchi di vomito continuano, così come i dolori allo stomaco. Il malato viene anche sottoposto a una visita con un infettivologo: i sanitari temono che abbia contratto qualche infezione. Passa il tempo e la situazione non migliora0 Dopo circa 14 ore, verso le 20, l’uomo ha un improvviso peggioramento che lo conduce alla morte.

I familiari non riescono a darsi pace: «Nostro padre stava bene, che cosa è accaduto?», si chiedono, increduli, dopo che gli viene comunicato la tragica notizia. Immediatamente chiedono che venga disposta l’autopsia sul corpo del padre. Il primo responso parla già di necrosi miocardiche. Superato, seppur a fatica, lo choc iniziale, i due figli si rivolgono allora all’avvocato Cristian Brighi e gli chiedono di svolgere delle indagini. Viene affidato l’incarico ad un perito che, esaminando i documenti, ricostruisce la vicenda. E nelle prossime ore arriverà sui tavoli della Procura la copiosa denuncia contro l’Ausl e l’equipe sanitaria che ha avuto in cura il settantenne. Un’altra battaglia, sempre nelle prossime ore, verrà aperta in sede civile con la richiesta danni per più di 800 mila Euro.  «Noi adesso vogliamo solo giustizia», fa sapere la famiglia tramite il suo legale.

di Grazia Buscaglia

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